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300 persone alla giornata conclusiva del Laboratorio. Firmata la petizione per l’approvazione del Piano Sociale Stampa

Egidio Chiarella

Circa 300 persone hanno firmato, lunedì 15 giugno, il documento per chiedere al Consiglio regionale una rapida approvazione del Piano Sociale che la Calabria attende da troppo tempo. Il Consigliere regionale e Presidente del CO.GE. – Comitato di Gestione Fondi Speciali per il Volontariato Calabria, Egidio Chiarella, intervenuto alla giornata conclusiva del Laboratorio formativo sui Piani di zona, si è impegnato personalmente a portarlo in discussione già mercoledì 17 giugno alla riunione della Terza Commissione consiliare “Sanità e Servizi Sociali”. “C’è necessità di approvare il Piano Sociale per far diventare realtà ciò che avere programmato in questo Laboratorio” – ha sottolineato Chiarella – “i Piani di Zona sono l’anima della legge attuativa 23. Ringrazio il CSV di Cosenza per aver stimolato il dibattito culturale e messo insieme le risorse sociali del territorio. Se la Calabria non si attiva nel sociale e non si mette a far rete noi non avremo una società forte. La vostra è una sfida, avete dato una sberla alla politica. Avete risposto alle esigenze del territorio mentre la politica da 10 anni dice che ci vuole un  progetto in grado di rispondere a queste stesse esigenze”.

 

Questa grande mobilitazione è scaturita dal percorso formativo avviato nel mese di marzo scorso dal CSV - Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Cosenza e dall’Ente Provincia al quale hanno partecipato complessivamente circa 500 persone: 100 tra amministratori ed operatori dei comuni (13 dei 14 comuni capo ambito dei distretti socio sanitari), 30 tra operatori e responsabili dell’Azienda Sanitaria, oltre 300 tra responsabili e volontari delle Organizzazioni di Volontariato e 40 responsabili ed operatori di altre realtà del terzo settore. Si tratta della prima esperienza di questo tipo realizzata in Calabria che ha portato alla redazione di un modello di programmazione partecipata.

I corsisti del Laboratorio

Chiederemo degli impegni precisi agli organi istituzionali e a tutti gli attori sociali coinvolti nella programmazione degli interventi e dei servizi sociali” – ha affermato il Direttore del CSV, Gianni Malgeri – “questo lavoro sarà pubblicato e la pubblicazione la discuteremo insieme”. Malgeri si è soffermato anche sull’appello che sarà portato in Commissione. “Su sollecitazione delle associazioni abbiamo preparato un documento da sottoscrivere per l’approvazione del Piano Sociale regionale. È importante che ciò che è nato nella provincia di Cosenza non vada perso”.

Si è dunque avviato un processo, non privo di criticità ed ostacoli, ma sicuramente necessario per la programmazione partecipata dei servizi sociali sul territorio. Un processo che porterà gli attori sociali a dare risposte ai bisogni della popolazione integrando le risorse della rete che si sta creando tra istituzioni e mondo del non profit. Secondo Antonio Mantineo, componente dell’esecutivo di CSV Net - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, i percorsi di partecipazione e di formazione, come quello del CSV, sono una grande sfida, ma non sono sufficienti. La capacità di gestire insieme è, a suo parere, l’anello debole del percorso.

Il percorso è sicuramente un percorso di qualità” – ha affermato Marisa Giannone, Dirigente del Settore Politiche Sociali della Provincia di Cosenza – “ma stiamo partendo solo adesso con una formazione mirata delle politiche sociali, dobbiamo essere critici, attenti e rigorosi. Certo qualche risultato è stato già raggiunto come la nascita di reti che si sono formate sui territori”.

La tavola rotonda

Lavorare insieme è una necessità per Gianni Romeo di Confcooperative Calabria. “Se non si creano i presupposti per il lavoro comune non si va da nessuna parte. Dobbiamo prendere atto che nelle politiche sociali non può andare bene l’intervento che cala dall’alto”. Giuseppe Altomare, Dirigente del Settore Politiche Sociali della Regione Calabria ha raccontato l’esperienza dei Piani Distrettuali degli Interventi attraverso i quali la Regione ha erogato dei fondi ai comuni per programmare e realizzare interventi socio – assistenziali per le 4 aree: minori, anziani, disabili e famiglia. “A marzo la Regione Calabria chiudeva una prima fase, quella dell’erogazione dei fondi ai comuni. Anche l’esperienza sul campo si sta chiudendo, diversi distretti hanno già consegnato il Piano distrettuale. Si tratta di una prima esperienza, pertanto abbiamo anche rilevato degli ostacoli”.

Il Piano di Zona, secondo Raffaele Cirone, Vice presidente di “Volontà Solidale”, l’Associazione di Associazioni che anima e gestisce il CSV, non è un documento, ma un processo che ha dei rischi e delle opportunità per i soggetti istituzionali, ma è anche un’occasione per attivare risorse. “In Calabria tante volte abbiamo avuto delle buone prassi sprecate”.
All’incontro hanno partecipato, inoltre, la Vice presidente di “Volontà Solidale”, Elvira Russo, l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Cosenza, Ferdinando Aiello e Maria Stella Zantedeschi e Stefania Porchia di Sinodè, la società che si è occupata della formazione.

Un gruppo di corsisti

Il percorso avviato con il Laboratorio non si chiude qui. Questo è stato solo il primo passo per l’attuazione di una politica di programmazione partecipata sul territorio. Nei giorni scorsi è stata già avviata una cabina di regia di cui fanno parte Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Azienda Sanitaria Provinciale, Confcooperative e CSV, mentre sul territorio stanno nascendo reti di associazioni per favorire un maggiore dialogo con le istituzioni in vista della redazione dei Piani di Zona. Insomma un percorso tutto ancora da costruire in cui il terzo settore potrà avere un ruolo decisivo per il miglioramento della qualità della vita di tutti.

Il tavolo dei relatori

 
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